| Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto di attuazione della ‘riforma Brunetta’ (D.Lgs. 150/09) entra
nella sua operatività. Trasparenza, merito, selettività dei sistemi incentivanti, valutazione, dirigenza,
ridefinizione dei poteri del datore di lavoro sono i cardini di una riforma che rappresenta un nuovo tassello
sulla via della modernizzazione del sistema pubblico, all’insegna di una PA più efficiente e vicina ai cittadini.
Ma l’attuazione della “riforma Brunetta” pone interrogativi rilevanti a tutte le amministrazioni
pubbliche, sia per l’importanza e la novità dei temi trattati, ma anche per il rapporto con altre fonti normative
– legislative, contrattuali, regolamentari – e per i tratti di discontinuità che ne derivano rispetto ad assetti e
comportamenti da lungo tempo consolidati.
Inoltre, problemi specifici si pongono per le amministrazioni ad autonomia costituzionalmente garantita
– regioni, autonomie locali – e in particolare per gli enti e le aziende del Servizio Sanitario
Nazionale. In passaggi rilevanti della legge e del decreto legislativo ci sono espliciti rinvii alle peculiari esigenze
di queste amministrazioni, a tempi e modalità differenziati per l’attuazione delle nuove norme.
Occorre quindi contestualizzare il disegno riformatore in ambiti funzionali diversi da altre amministrazioni
pubbliche, che hanno specificità (organizzative, regolamentari, contrattuali) di cui è necessario tenere conto
nell’applicazione del nuovo status normativo. |